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Utopia: partecipazione e co-design come approccio, emozione come leva di apprendimento e cambiamento profondo

 

Milano – Sintesi della prima giornata del XXXIV Convegno Nazionale AIF – Strumenti e metodi

 

Un convegno all’insegna del cambiamento

Se è vero che una delle parole chiave su cui andiamo a ragionare ogni giorno nei vari contesti di apprendimento è Cambiamento, il convegno AIF 2022 “Utopia – modernizzare e integrare” ha rispecchiato in pieno, almeno per me, questa parola che insieme ad altre caratterizza intensamente il nostro attuale vivere quotidiano, fatto di incertezza, “ansie più o meno intense” (cit. Daniela Lucangeli) e ricerca continua di senso. Innanzitutto, per la struttura itinerante del convegno stesso, che ha toccato tre città diverse in altrettante giornate, ma anche per la modalità totalmente blended con i partecipanti sia in aula che collegati attraverso lo streaming.
Un approccio Phygital [1]La costante e intensa interazione tra fisico e digitale che caratterizza il nostro tempo ha portato alla nascita di questo neologismo, crasi tra “physical” e “digital dove la tecnologia, grazie al lavoro di un team di giovani professionisti, ha saputo mettersi al servizio di una formazione autentica: progettata, vissuta e interiorizzata da tutti. Ognuno con i propri tempi, con le proprie modalità e con i propri bisogni formativi. Nella logica di una vera e propria Intelligenza Collettiva, come ci ha ricordato Mauro Magatti.
La modalità blended ha favorito una partecipazione fluida e costante, andando a realizzare un solido ponte tra il mondo digitale e quello fisico. Questo ha permesso di abbattere le barriere e di rinforzare il senso di appartenenza all’Associazione, che è vitale per ciascuno di noi.

Un convegno aperto, per un’associazione che vive nel reale e si confronta con il mondo

È il Presidente Maurizio Milan a chiarire la logica di apertura del convegno:

Questo convegno parla di inclusione e modernizzazione. Affronteremo anche il tema delle nuove politiche attive per il lavoro, per questo abbiamo chiesto a fondimpresa di affiancarci in questo viaggio per i prossimi mesi”.

Fondimpresa, infatti, è stata parte attiva delle tre giornate: “Per fondimpresa è importante tornare a parlare con tutti gli attori coinvolti nella stesura dei piani formativi. Intendiamo parlare della qualità dell’erogazione del piano formativo e meno dei formulari” (Mario Moioli).

 “Utopia – modernizzare e integrareUn titolo che sa di apertura e speranza. Un titolo coraggioso

Pensato da Antonello Calvaruso, responsabile scientifico del convegno, e condiviso dal Presidente Maurizio Milan. Utopia, come luogo che non c’è, come spazio del possibile. Che non è altro che quello che dovrebbe fare la formazione: aiutare le Persone a vedere e creare mondi che ancora non ci sono, a leggere la realtà e a rilegger-si con lenti nuove. È lo stesso Responsabile Scientifico del convegno a ricordarci come “Il formatore è un ingegnere chiamato a fare l’artista, il cui principale obiettivo in aula è far esprimere le persone.”

E ancora:

“La formazione deve invadere il mondo dell’utopia. Deve superare la formalizzazione, deve spingere le persone verso l’utopia” (Antonello Calvaruso)

Un convegno emozionante. Un convegno nella bellezza e per la bellezza

Un’iniziativa, quella di Milano, che ci ha fatto finalmente ritrovare e riabbracciare. Da formatrice digitale della prima ora rivendico il potere dell’abbracciarsi, del ritrovarsi condividendo uno spazio fisico per un fine nobile. La possibilità di toccare con mano quell’ecosistema di crescita che è uno dei valori fondanti della nostra Associazione. I locali che ci hanno ospitato, nella splendida sede della fondazione San Fedele, a Milano, hanno riportato alla memoria di molti un tema fondamentale per Aif, la bellezza intesa in tutti i suoi significati, che rimanda alla memoria collettiva l’indimenticabile Convegno di Palermo.

Un convegno di contenuti e di persone, che non è punto di arrivo ma di partenza

Innovativo anche l’approccio metodologico che si è deciso di adottare. La scelta di attivare specifici Focus Group, come percorso di avvicinamento al convegno, ha permesso di iniziare a interrogarsi sui temi dell’evento e di aprire una sorta di laboratorio aperto e condiviso, di cui il Manifesto della Formazione è solo uno degli output desiderati.

È dal lavoro dei singoli Focus Group, coordinati da Paolo Viel, Vicepresidente Nazionale, e condotti dai professionisti di AIF, che la giornata ha preso vita, arricchendosi del contributo di relatori di grande valore umano e professionale, assumendo pian piano una nuova forma, ancora mutevole, ancora aperta a quel cambiamento costante che è il terreno sul quale, tutti, stiamo imparando a muoverci.

Nello specifico i temi affrontati sono riconducibili a 5 macro-argomenti:

  • Persone
  • Generazioni
  • Tecnologie
  • Apprendimento
  • Società

Tante le suggestioni, gli esempi riportati, i pensieri condivisi, le storie narrate con emozione. Tantissime le domande che aprono nuovi spazi di riflessione e di speranza in ognuno dei presenti. Riporto alcuni input che più di altri hanno risuonato in me, quello che personalmente ho colto come urgente, rivelatorio, rassicurante e al tempo stesso sfidante:

  • Il concetto di emozione, linfa per ogni cambiamento, per l’apprendimento e la riflessione su questo persistente languore emozionale in cui siamo sempre più immersi. Languore come assenza di gioia. E la responsabilità, per noi formatori, di prendere atto delle più recenti ricerche sui paradigmi del cervello e delle emozioni:
    se vogliamo che il ragionamento da condividere con chi fa impresa tenga conto del benessere degli individui, delle istituzioni e di tutte le parti coinvolte, dobbiamo studiare insieme nuovi paradigmi” (Daniela Lucangeli)
  • La riflessione di Antonello Calvaruso sulla necessità, in un’epoca di grande incertezza come la nostra, di focalizzarsi sulle risorse psicologiche delle persone, sulle loro potenzialità e possibilità di crescita. Nell’ottica di una formazione che guarda alla persona nella sua interezza. Considerandone emozioni, stati d’animo, tratti psicologici, desideri, ecc…
  • Il richiamo all’educazione, attraverso l’interessante contributo di don Massimiliano Sabbatini “con coraggio dobbiamo sentirci potatori di istanze educative. L’aspetto educativo é di per sé una grande sfida per tutti noi”.
  • L’accento messo da Emmanuele Massagli sull’importanza della Persona: ”cosa vuol dire mettere la persona al centro per un formatore? Significa mettere al centro l’educazione della persona e, conseguentemente, la valorizzazione dei suoi talenti e delle sue qualità: dunque è sempre una impostazione positiva e non curativa”.
  • Una riflessione sui metodi, a livello di insegnamento universitario, arriva da Maria Cinque: “Parliamo di apprendimento attivo: va oltre lo stare seduti ad ascoltare una lezione, implica modalità attive di interazione e modalità esperienziali nuove ed è ciò verso cui puntiamo per l’università del 2030”.

Infine, ho apprezzato particolarmente il coinvolgente gioco di Consuelo Casula che partendo dalla parola Apprendimento e sviscerando i molteplici significati di ogni lettera ci ha condotti nell’esplorazione delle mille sfumature che animano la nostra Professione.

Ne riporto alcune:

  • TENEREZZA
  • TENACIA
  • ORIZZONTE
  • PENSIERO POSITIVO
  • POTERE

Parole potenti, dove ognuno di noi può trovare o ritrovare il senso del nostro essere formatori e formatrici. Ed è sempre la prof.ssa Casula a enunciare i 7 ingredienti dell’Apprendimento:

  1. Avere fiducia in sé, negli altri, nel mondo
  2. Coltivare la curiosità, il desiderio di esplorare il nuovo
  3. Ascoltare l’istinto, l’inconscio creativo, le intenzioni
  4. Tollerare incertezza, complessità, accettare ciò che non si può modificare
  5. Definire aspirazioni, aspettative, obiettivi, e responsabilità
  6. Sviluppare lungimiranza, guardare oltre e altrove
  7. Governare le proprie ambiguità, pigrizie, titubanze, privilegiare azioni significative che rinforzano l’integrità

Una ricetta che, per me, continua a rappresentare una bussola, un punto fermo a cui guardare. Ogni punto un capitolo delle nostre giornate da formatori ed una speranza verso quell’orizzonte più volte citato. Nella consapevolezza sempre più forte che, solo dal confronto, dalla sperimentazione, dall’errore e dal contagio emozionale possa nascere vero apprendimento. Che solo nella comunità si cresce davvero.

Grazie.

 

Lucia Rosati

Formatrice e orientatrice, past president della delegazione Aif Umbria. Responsabile formazione digitale per AIF Nazionale. È Anima e cuore di Rosatinet, agenzia di formazione digital.

E-mail: corsi@luciarosati.it

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1 La costante e intensa interazione tra fisico e digitale che caratterizza il nostro tempo ha portato alla nascita di questo neologismo, crasi tra “physical” e “digital

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