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Sostenibilità, come nasce e come raggiungerla?

Al termine del 2023 la popolazione mondiale supera gli 8 miliardi, la perdita di foreste è arrivata quasi a 5 milioni di ettari,  le emissioni di CO2 arrivano a quasi 35 milioni di tonnellate, la desertificazione ha raggiunto quota 11.300.000 ettari, le sostanze chimiche tossiche rilasciate in ambiente ammontano a più di 9 milioni di tonnellate, l’acqua utilizzata ammonta a più di 4 miliardi 300 milioni di litri, l’energia utilizzata a monta a più di 255 milioni di Megawattora (poco più di 217 milioni da fonti non rinnovabili e poco più di 38 milioni da fonti rinnovabili) –  dati in continuo aggiornamento su worldometer.

Questi dati sono rappresentativi di come la curva che rappresenta l’aumento della popolazione è in crescita, così come la curva del fabbisogno di cibo e della produzione industriale con esternalità negative che generano inquinamento. L’unica curva di tendenza opposta è quella delle risorse disponibili sul nostro pianeta che, invece, è decrescente.

Stiamo vivendo in maniera insostenibile!  D’altronde era già stato evidenziato, dal rapporto sui limiti dello sviluppo (The Limits to Growth) del 1972 commissionato dal club di Roma al MIT. Infatti, per la nostra società il secolo scorso ha segnato un rapido sviluppo industriale e tecnologico che si è intensificato durante gli ultimi decenni. Questo progresso ha comportato un impatto devastante sull’ambiente, segnando l’era dell’Antropocene. Oggi, più che mai, è fondamentale affrontare la sfida di accelerare la transizione ecologica, passando dall’Antropocene all’Ecocene, una nuova era in cui l’umanità coesiste in armonia con la natura. Un passo fondamentale in questa direzione è l’adozione di modelli economici basati sulla bioeconomia, rispettosi delle leggi biologiche e fisiche del pianeta.

L’esigenza di una crescita economica sostenibile e rispettosa dell’ambiente ha radici profonde, risalendo proprio agli anni Settanta, quando la società iniziò a rendersi conto che il tradizionale modello di sviluppo avrebbe portato al collasso dell’ecosistema terrestre nel lungo termine. Da allora, la parola “sostenibilità” ha guadagnato terreno, diventando una chiave di lettura fondamentale per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo. Gli sforzi congiunti della comunità internazionale, evidenziati dall’Accordo di Parigi sul clima e altre iniziative, hanno dimostrato concretamente che i limiti del Pianeta Terra sono reali e necessitano di risposte urgenti. È emerso il bisogno di un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità, fondato sul rispetto per il futuro e la consapevolezza che le azioni attuali impatteranno sulle generazioni a venire.

Questo nuovo paradigma mira a creare un’economia responsabile, utilizzando le risorse naturali con parsimonia e sfruttando i vantaggi della tecnologia senza danneggiare l’ambiente. In una parola, sostenibilità: un concetto che, sebbene complesso nelle sue interpretazioni, è universalmente riconosciuto grazie al Rapporto Brundtland del 1987. Questo documento definisce la sostenibilità come uno sviluppo capace di soddisfare i bisogni presenti senza compromettere quelli delle generazioni future. L’evoluzione del concetto di sostenibilità è evidente nel suo passaggio da una visione centrata sull’aspetto ecologico a una più globale, includendo dimensioni economica e sociale.

Oggi, la sostenibilità implica il perseguimento di un benessere costante e crescente in termini ambientali, sociali ed economici, con l’obiettivo di garantire alle generazioni future una qualità di vita almeno pari a quella attuale.

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile dell’ONU, sottoscritta nel 2015, è un passo importante verso la realizzazione di questo obiettivo. I 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs), che abbracciano tematiche cruciali come la povertà, la fame, la salute, l’istruzione, il genere, la crisi climatica e molti altri, indicano una via comune per tutti i Paesi e individui. Questi obiettivi pongono l’attenzione su questioni vitali, come la giustizia sociale, l’uguaglianza di genere e la salvaguardia del nostro pianeta. In sintesi, la sostenibilità rappresenta un impegno collettivo per un futuro migliore. Tuttavia, è essenziale comprendere che il concetto è in costante evoluzione, influenzato dalla rapida progressione tecnologica che può modificare i vincoli tra il sistema ecologico e quello antropico. La strada verso l’Ecocene richiede azioni coraggiose e trasformative, in linea con gli ideali dell’Agenda 2030, per garantire un mondo sostenibile e resiliente per tutti. 

La crisi climatica è il segnale più eclatante dell’antropizzazione mondiale. Di questo effetto ne è gran parte responsabile il tessuto economico che ha il dovere di invertire la rotta rispettando il modello di gestione aziendale denominato TBL (Triple Bottom Line) che si concentra su tre aree principali di sostenibilità, non più solo economica ma anche ambientale e sociale. Nella figura si possono notare alcune delle problematiche Economiche, Sociali e Ambientali che portano allo Sviluppo Egocentrico della società.

Puntando al raggiungimento degli obiettivi ONU dell’Agenda 2030, bisogna evolvere il concetto di Sviluppo in Progresso (Padre Giuglio Albanese spiega bene questa differenza tra Progresso e Sviluppo) soprattutto quando si considera la sostenibilità. L’ambiente, al cui interno la società (la “civitas”) adopera con le regole economiche che si dà per vivere deve tendere al Progresso Sostenibile.

Per fare ciò, le aziende devono iniziare a valutare l’impronta ecologica delle proprie attività, analizzare l’intero ciclo di vita dei loro prodotti o servizi, e investire in efficienza energetica, riduzione delle emissioni e adozione di energie rinnovabili diventa imperativo. La promozione di un’economia circolare, attraverso la riduzione, il riutilizzo e il riciclo dei materiali, diventa essenziale nella progettazione di prodotti e nella gestione dei rifiuti.

Parallelamente, l’integrazione di politiche di responsabilità sociale d’impresa (CSR) e l’adozione di una catena di approvvigionamento sostenibile diventano cardini di una strategia complessiva. Collaborare con fornitori con valori condivisi e impegni ambientali amplifica l’efficacia delle azioni intraprese.

Per guidare questa transizione, le aziende possono avvalersi di società di consulenza specializzate in sostenibilità. Questi partner offrono supporto nella definizione di strategie personalizzate, nell’implementazione di sistemi di monitoraggio e reporting, nella formazione del personale e nell’ottenimento di certificazioni e standard riconosciuti.





 

Dario Catania

Laureato con lode in Economia, Management e Sostenibilità, ha acquisito una vasta apertura mentale attraverso i suoi viaggi nei 5 continenti, spinti dalla volontà di migliorare il proprio contesto di vita. Guidato da principi etici ambientali e di rispetto umano, ha giocato un ruolo attivo nella creazione di un’innovativa realtà politica italiana attualmente presente in Parlamento, anche con contributi internazionali. Oltre al suo ruolo di docente di Sostenibilità presso il Sant’Anna Institute di Sorrento, è il fondatore e presidente dell’associazione ecologista N’Sea Yet. La sua forte disposizione creativa e l’approccio orientato alla soluzione caratterizzano anche la sua carriera di giornalista e videomaker freelance.

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