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XXXIV Convegno Nazionale AIF: utopia, ucronia e formazione in “divenire”

 

 

Il XXXIV Convegno Nazionale “Utopia: Modernizzare e Integrare”, organizzato da AIF in partnership con Fondimpresa, che si terrà a novembre nei giorni 24, 25 e 26, tratterà di Strumenti e Metodi, Scenari ed Istituzioni, Sperimentazioni e Laboratori, approfondendo in particolare cinque tematiche: Persone, Generazioni, Tecnologie, Apprendimento e Società.
I principali obiettivi che si vogliono perseguire attraverso questa iniziativa sono: comprendere la situazione delle Politiche del Lavoro in Italia; far confrontare attori e stakeholder appartenenti al settore; immaginare innovazioni da introdurre rispetto al nuovo mondo del lavoro che si sta delineando.

Comprendere la situazione delle Politiche del Lavoro

Bisogna iniziare ad interrogarsi e comprendere le trasformazioni che stanno avvenendo all’interno del mondo del lavoro e, nello specifico, all’interno dell’ambito delle Politiche del Lavoro.

Situazione attuale e nuovi meccanismi
Di fatto, il mondo del lavoro sta cambiando: i livelli di disoccupazione, soprattutto in Italia, sono molto alti e il ciclo istruzione-lavoro-pensione si sta modificando. La vita lavorativa, inoltre, è sempre più precaria e il bisogno di formazione realmente continuo. Questo richiede un ripensamento dei meccanismi di previdenza ed assistenza, ma soprattutto di quelle che definiamo come “politiche attive del lavoro”, ossia quelle formative. Attraverso il Convegno, l’Associazione Italiana Formatori vuole attivare un dibattito per comprendere i cambiamenti in atto e, soprattutto, per trovare nuovi strumenti e nuove pratiche relative a questo ambito.
Per fare questo, bisogna puntare non solo al funzionamento dei principali attori pubblici e privati (come le Agenzie per il Lavoro, Enti di Formazione e stakeholder appartenenti al settore), ma riuscire ad immaginare innovazioni che siano in grado di affrontare le trasformazioni emergenti e di rispondere alle nuove esigenze che sempre più si palesano.

L’utilità del dibattito
Il confronto tra gli attori [1]che stanno già dialogando tra loro attraverso focus group preliminari, gli stakeholder e gli esperti, che avverrà durante gli eventi del Convegno, si pone diverse finalità. Innanzitutto porre in evidenza il ruolo politico degli enti di formazione, i quali possono garantire un aumento del benessere delle persone e della competitività delle imprese, generando ricchezza per i territori. In secondo luogo, una volta comprese le principali criticità, presentare soluzioni, tecniche ed istituzionali , che migliorino in modo sistemico il settore delle Politiche del Lavoro.

Come iniziare ad innovare la formazione?

I grandi cambiamenti impongono, agli attori e agli stakeholder delle politiche attive del lavoro, l’obiettivo di inventare una formazione nuova, che non serva soltanto alla collocazione delle persone nel luogo di lavoro, ma che sia di accompagnamento all’individuo durante la sua vita, anche laddove appaiano perduti il senso e la forza di andare avanti. Sembra infatti che a mancare alle persone, oggi, siano l’orientamento e la possibilità, o il luogo e il tempo, di esprimere il proprio malessere, oltre alle proprie idee.

Il ruolo degli Enti di Formazione, ossia di mediazione tra le esigenze delle persone, le imprese e i territori, spesso trova difficoltà ad esplicarsi del tutto, in quanto sottoposto al potere del “cliente” e ai vincoli imposti dai finanziamenti. Questo fa perdere all’Ente la possibilità di rappresentare il valore della mediazione dei diversi interessi e, soprattutto, di guardare alla persona in quanto tale.  Istanza, questa, che implica in primis l’evoluzione del rapporto tra Fondi ed Enti di Formazione. Il salto di qualità parte necessariamente dalla possibilità di un confronto, offerta dal Convegno.

Innovare la formazione per analizzare e comprendere il nuovo mondo
La formazione ha molte responsabilità: deve non solo essere in grado di comprendere queste trasformazioni, ma anche riconoscere le pratiche più efficaci da proporre per essere soggetto attivo nel processo verso una loro integrazione. Un percorso formativo, ad esempio, spesso trascura l’importanza della “scoperta” e dell’ “invenzione” nei processi di apprendimento. La scoperta esiste anche senza di noi e rappresenta l’oggettività, l’invenzione è invece ciò che senza di noi non esiste, frutto della nostra soggettività.

L’esclusiva conoscenza o possesso di un qualcosa generano, oggi, scarsità e rarità, aumentando il potere di dominio e assoggettamento. Tale processo, che potremmo definire come “scarsificazione” si contrappone alla moltiplicazione, attivabile, invece con una formazione di qualità. Per approfondire i suddetti concetti, di “scarsificazione” e moltiplicazione, occorre che la formazione analizzi esempi significativi di “utopia” e “ucronia”.
L’occasione sarà proposta all’interno dell’evento nazionale, motivo per il quale AIF ha deciso di progettare un convegno interattivo, dove attori e stakeholder possano confrontarsi e interrogarsi sulle problematiche inerenti le politiche attive del lavoro e sul nuovo ruolo, anche sociale, che possono incominciare ad assumere.

Utopia, ucronia e formazione in “divenire”

Attraverso il XXXIV Convegno Nazionale, l’Associazione ha deciso di iniziare a progettare e immaginare nuovi luoghi e tempi per confrontarsi.

Utopia e ucronia: interrogarsi sul futuro
AIF è all’opera per creare nuovi luoghi di incontro e liberare un tempo per pensare a come creare bellezza e benessere. Perciò: “Utopia” e “Ucronia”. Utopia significa iniziare a considerare le organizzazioni future non più come luoghi di produzione, ma come stati d’animo; la sicurezza non come prescrizione, ma come appartenenza; il clima non come obiettivo da perseguire, ma come origine della struttura.
Ucronia rappresenta, invece, l’aumento e lo sviluppo dell’orizzonte temporale; il passaggio al gruppo inteso come futuro in quanto generatore di bellezza e speranza di un benessere futuro (bellessere), oltre alla capacità di fare del destino un progetto.

Formazione  in “divenire” per riappropriarsi del futuro
Diventa fondamentale riuscire a guardare alla speranza di benessere futuro, individuale e diffuso, attraverso una nuova formazione, definibile come in “divenire”, ancora tutta da inventare.
Si tratta di un processo che consiste nella progressiva riappropriazione del futuro tramite la trasformazione della vendetta in perdono, del carcere in scuola, della punizione in apprendimento e, infine, della progressiva mutazione dell’ucronia in strategia. Agire sul cambiamento della qualità del potere significa concentrarsi sulla capacità di produrre un risultato, a somma variabile, ma sempre maggiore di zero. Questo significa abbandonare principi ripartiti per approdare a quelli generativi, passare dalle logiche competitive a quelle collaborative.

A tale scopo il Convegno, promosso da AIF in partnership con Fondimpresa, vuole salvaguardare la qualità della formazione e aprire a nuove possibilità per quest’ultima, la quale deve supportare il rafforzamento psicologico delle persone, la competitività delle imprese e la valorizzazione del benessere sui territori.

 

Ugo Calvaruso

Practical philosopher, Training Manager e Innovation Manager. Laureato cum laude in Filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” è specializzato in sviluppo organizzativo, progettazione formativa e uso delle tecnologie digitali. Si occupa di processi di apprendimento e sviluppo di innovazioni (di prodotto e di processo). Ha curato l’inserto “Techné” presso Il Quotidiano del Sud e, attualmente, collabora con la testata giornalistica Il Denaro.

E-mail: u-calvaruso@hotmail.com



Roberta Bruno

Giornalista professionista, laureata cum laude in Filosofia. Specializzata in comunicazione digitale, si occupa di Cultura, Politiche Sociali e Formazione. Ha maturato esperienza professionale presso Il Quotidiano del Sud dove ha curato diverse rubriche. Nel 2021 ha curato l’inserto “Techne – Progettare il futuro”.

E-mail: robi.bruno@live.com

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1 che stanno già dialogando tra loro attraverso focus group preliminari

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