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Il valore del team building

Team Building nelle Dolomiti Bellunesi. Un’occasione di innovazione aziendale per una leadership step by step

Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna.
(Walter Bonatti)

Parto dalla fine, precisamente dal feedback di un partecipante al webinar, che mi ha consentito di riflettere sull’efficacia del condividere l’esperienza formativa di un team building in montagna.
Questo il suo messaggio prima di lasciare la stanza: “Grazie! Ho trascorso 2 ore in montagna durante questo webinar.”
Al di là dei contenuti specifici del Team Building in montagna, riproposti in questo articolo, è interessante riflettere sul meta-contenuto dell’esperienza e creare le condizioni, attraverso il webinar AIF di una meta-formazione.
Il fatto che un partecipante del webinar abbia potuto stare come se fosse in montagna durante le due ore trascorse on line, mi conferma il valore di condividere le buone prassi della formazione e di come la montagna, il suo contesto e i suoi valori possano modellare menti, cuori e respiri, semplicemente raccontandola.
Quando un’Azienda, un’organizzazione, un team sceglie come aula formativa la montagna, potràvivere nei passi del percorso tutti i tipi di cambiamento da quello correttivo, a quello generativo fino a raggiungere la vetta: quello evolutivo (riferimento la Piramide di Dilts), considerato il potere magnetico e naturale insito nella stessa e nei suoi insegnamenti, trasferibili nei progetti aziendali, nella gestione delle risorse umane e dei team di lavoro.

Il caso di team building presentato è stato ideato e progettato su misura, utilizzando l’aula formativa in open air, in particolare con due specifiche attività, in due giornate formative:

  • Attività di camminata
  • Attività di e-bike

Durante tutte le attività sono state definite apposite riflessioni, esercitazioni e giochi di team.

Il Cliente è una società giovane e in rapida crescita che opera con diverse Business Unit nei settori Media, IT, Telco, Automotive e Aerospace.
Fornisce soluzioni innovative nei settori dei Media, di IT e delle telecomunicazioni che ottimizzano i processi di creazione e distribuzione dei contenuti.
5 fondatori si sono trovati a gestire 500 persone, con la necessità di creare un management diverso,proiettato al consolidamento della crescita nel mercato.
I temi da sviscerare sono stati quelli del cambiamento, dei passaggi di ruolo e della forza del gruppo per raggiungere gli obiettivi aziendali. L’esperienza fuori, in un contesto diverso, ha fatto emergere risorse, relazioni ed esigenze individuali, da apportare nel contesto azienda.

La prima giornata formativa incentrata sulla camminata ha rappresentato l’intenzione di scalare il mercato.
Tutto il percorso adeguatamente scelto in funzione della formazione, anche con un sopralluogo specifico, ha previsto la suddivisione in tappe per il raggiungimento della vetta.

Micro Progettazione della prima giornata formativa

Il lavoro è stato basato sull’approccio della fiducia di Covey [1]Covery Dr. Stephen R., I sette pilastri del successo, Bompiani, 1993., valorizzando il potere di influire individualmente, nella relazione con l’altro e con gli altri, fino a esplorare l’immagine sociale e pubblica aziendale e la forza del gruppo di lavoro.

La micro progettazione formativa è andata di pari passo con il percorso e ha previsto queste quattro tappe.

Riflessione articolata prima delle tappe del cammino 
Il gruppo di lavoro si è ritrovato catapultato in un contesto nuovo tutto da scoprire.
Nonostante la lista di equipaggiamento di vestiti e accessori predisposta da HR, qualcuno si è trovato sprovvisto e si è dovuti intervenire tempestivamente, in quanto è un requisito indispensabile essere idonei e organizzati per una camminata in montagna, pena la mancata esperienza o una situazione dannosa senza controllo. Quante volte succede in Azienda? Come ci si sente? Cosa si fa per rispondere tempestivamente alle mancanze di qualcuno? Che insegnamento ne possiamo trarre?

Rivolgere l’attenzione a sé stessi, ai propri valori e talenti, alle volte risulta difficile. Stare con sé stessi immersi nel silenzio e nel peso del proprio corpo che deve mettersi in equilibrio con il dislivello e con appoggi di diversa natura tra sassi grandi, sassi piccoli, buche, ecc. consente di porsi in una condizione di ascolto attivo. Quando il cambiamento viene gestito e un’azienda si fa più grande, più complessa è importante una riflessione individuale, creando e sostenendo fiducia, empatia e comunicazione efficace.

Il gruppo di lavoro si è trasformato durante la formazione in lavoro di gruppo. Sono emerse dinamiche di competizione, create dalla suggestione di arrivare primo in vetta e riviste nella logica della collaborazione per la gestione del cambiamento e della partecipazione attiva nel trasferimento di competenze e di conoscenze, valorizzando le relazioni con gli altri.

Durante le attività proposte tutti sono stati focalizzati e attenti, creando anche spazi di gioiosa condivisione, ancorando il piacere di stare insieme alla visione di trasferirlo nel contesto di lavoro e di mirare al raggiungimento di un benessere organizzativo, sia individuale sia collettivo.

La sommità della vetta è rappresentativa della celebrazione, in quanto si raccolgono fatica, impegno e determinazione nell’arrivare esattamente dove si è deciso di arrivare, anche se sappiamo, e la montagna ce lo insegna, che è più importante vivere il percorso che pensare al risultato.

Passo dopo passo, concentrandosi sulla prestazione, i risultati arrivano. La montagna dona consapevolezza di ciò e l’Azienda ne ha beneficiato poi nel suo contesto lavorativo.

Tappe del percorso in montagna
Mi soffermo sulla prima tappa, che ha attirato l’attenzione di molti partecipanti al webinar AIF. Il potere del silenzio è uno strumento, a mio avviso, da mettere in atto nel contesto lavorativo; in montagna trova la sua perfetta connessione, in quanto si manifesta in modo naturale e autentico, con sfumature diverse in ogni singolo momento. Il silenzio consente di connettersi internamente e di far emergere valori e risorse profonde, che tutti noi abbiamo. I benefici di stare in silenzio sono molteplici: rilassa il corpo, innalza la qualità dei pensieri, sintonizza con il mondo, abbassa la pressione sanguigna, migliora la concentrazione, aumenta la creatività, riduce lo stress, migliora il sonno, favorisce il senso di consapevolezza e l’introspezione, aumenta l’apprendimento, rende più pazienti, stimola la crescita delle cellule cerebrali, contribuisce a creare la riserva cognitiva, come la meditazione.

La pratica del silenzio è stata proposta anche all’interno del webinar per sperimentare in prima persona il valore, la potenza e i significati del silenzio.

A tal proposito elenco alcune tipologie di silenzio e vi chiedo se le avete mai sperimentate? Su che cosa vi chiedono di riflettere? Il silenzio verbale, il silenzio tossico, il silenzio esteriore, il silenzio attivo, il silenzio che viene dopo, il silenzio appena svegli, il silenzio dell’ineluttabilità, il silenzio interiore, il silenzio del risveglio interiore, il silenzio magnetico, il grande silenzio. In questa tappa ogni Manager e Responsabile dell’Azienda ha potuto concentrarsi su di sé con intenzione, rispetto al lavoro delle successive tappe del percorso.

Le altre tappe hanno contribuito passo dopo passo a riscoprire la forza del gruppo di lavoro e l’intenzionalità nel mettere insieme valori e risorse per scalare il mercato, arricchendo la propria esperienza personale grazie agli insegnamenti della montagna.

Cosa ci insegna la montagna? Queste sono le 9 lezioni di vita che possiamo individuare e vivere in ogni progetto di cambiamento e di allineamento a obiettivi strategici e specifici aziendali.

1. Fuori dalla zona comfort 
“Si dice che la vista più bella arriva dopo la scalata più difficile. Non esiste cosa più vera. Pensa all’impegno e alla tenacia che guidano passo dopo passo verso la meta. Ogni singolo passo ti porta sempre più vicino alla vetta. Non è sempre tutto in pianura. Ci sono momenti intensi in cui ti chiedi “chi te l’ha fatto fare”, ma se c’è un valido “perché”, troverai anche un “come”. La conformità delle montagne ci consente di guardare verso il basso e verso l’alto: con il naso in giù si scopre la soddisfazione grazie a fatica, impegno e determinazione e con il naso in su la motivazione, grazie al senso di raggiungere la vetta e la sfida di potercela fare.

2. La forza mentale
“La forza mentale è spesso sottovalutata. Ci si focalizza sulla resistenza fisica, ma non è sempre così. La forza mentale supera quella fisica. In montagna si può esperire quella forza che ti spinge ad andare avanti nonostante le gambe stiano per cedere. E’ la tua mente a prendere il controllo e a guidarti oltre i tuoi limiti. Si tratta di essere determinati e motivati anche quando la strada sotto i nostri piedi sembra impossibile da percorrere. Arrendersi vuol dire abbandonare un percorso a metà, senza raggiungere l’obiettivo ma in fondo le strade facili non hanno mai fatto un buon esploratore.”

3. Il tuo corpo ti parla
“Il tuo corpo dialoga con te in ogni singolo secondo della giornata. Magari in preda alla frenesia quotidiana non ce ne rendiamo conto ed ignoriamo alcuni segnali. La montagna ci mette in connessione con noi stessi, con ogni singola cellula del nostro corpo. Ci insegna a prestare maggiore attenzione al nostro corpo e capire quando è arrivato il momento di rallentare e quando è possibile superare i nostri limiti. C’è un momento per fermarci, un momento per andare avanti e un momento per cambiare rotta. Si tratta di essere consapevoli di ogni battito e di ogni respiro, anche di quello più profondo, quello di sollievo una volta raggiunta la vetta. Il tuo corpo ti parla di emozioni, prova ad ascoltarlo e allena l’intelligenza emotiva.”

4. Da fermi sembra tutto gigantesco 
“Dalla valle le montagne sono enormi, quasi non si vede la vetta. Passo dopo passo si inizia a salire. Sempre più in alto, sempre più vicini alla cima. Sentieri stretti e altezze vertiginose possono fare paura, ma scalare una montagna vuol dire anche superare le proprie paure per vivere qualcosa di più bello. Proprio come disse Confucio: L’uomo che muove una montagna inizia spostando piccole pietre.”

5. Il concetto del tempo e della pazienza 
La natura ha un proprio tempo. Il concetto del tempo è diverso in montagna e la pazienza ci aiuta ad essere consapevoli di ogni singolo istante. Vivi la tua vita con il tuo tempo, sii paziente. Goditi lo spettacolo, ogni singolo passo, esercita la meta osservazione di quello che fai e sei.

6. L’opportunità degli imprevisti 
“La montagna ci ricorda che non tutto può essere prevedibile e sotto controllo. Tutto può cambiare nel giro di poco tempo, anche il sentiero che stiamo percorrendo. Dove c’è vita, c’è trasformazione. Ci sono cambiamenti, sfide ed ostacoli continui e la nostra reazione a stimoli esterni può essere differente. Allora perché nella vita cerchiamo di avere sempre tutto sotto controllo? Gli imprevisti fanno parte della vita e ci sono sfide che devono essere superate. Le strade difficili fanno i veri esploratori e chi non ha paura delle sfide ripone la fiducia sulle proprie gambe, non sul sentiero”.

7. La montagna unisce 
“La connessione tra l’essere umano e la natura è la più bella e reale che possa esistere. Non si tratta solamente del legame profondo e primordiale con il verde che racchiude il nostro equilibrio fisico ed emotivo. La montagna ci ricorda l’importanza dell’unione. Un singolo albero non fa un bosco, una singola pietra non fa una montagna, un singolo individuo non fa una società. È l’unione che fa la differenza. Crea empatia ed altruismo, soprattutto in caso di difficoltà. In montagna non si è mai soli, ma connessi con il mondo”.

8. Sii come acqua
I ruscelli di montagna insegnano che l’acqua non si ferma al primo ostacolo, si adatta o trova un modo per aggirarlo e spesso vuol dire creare nuovi percorsi. La flessibilità e l’elasticità sono a disposizione per il cambiamento.

9. Alla ricerca dell’essenziale
“La montagna insegna che la felicità non è contenuta negli oggetti che possediamo, ma nello spazio che resta libero e riempiamo con emozioni”. Negli ambienti di lavoro e non solo, la felicità è parte di tutto ciò che non possiamo toccare. In alta quota possiamo portare i pochi oggetti essenziali, ma per le emozioni e le sensazioni non c’è limite di spazio. Se dovessi stabilire una lista di priorità, cosa porteresti e cosa lasceresti fuori?

Nella parte finale del webinar sono stati coinvolti i partecipanti nella pratica della visualizzazione della montagna, nell’ottica di allenare la flessibilità per gestire il miglioramento; ci si è interrogati condividendo una riflessione all’unisono che non basta scrivere Team building perché lo sia.

Nel caso proposto, questi sono stati i requisiti per una formazione di valore, che non si è conclusa solo con le due giornate di formazione, bensì si è protratta nel contesto azienda.

Uno dei punti di sollecitazione posti dai partecipanti nell’organizzazione di questo tipo di esperienze è stato proprio quello di sottolineare come travasare l’esperienza nel contesto aziendale e di creare sempre situazioni di follow up a distanza di tempo per verificare l’efficacia della formazione e soprattutto il suo impatto nello sviluppo organizzativo e relazionale in azienda.

Quello che è certo è che un Team Building nelle montagne bellunesi è un’esperienza che in ogni caso lascia un segno.

GRAZIE AIF E A TUTTI I COLLEGHI PER L’OPPORTUNITA’
“Un’organizzazione adulta è quella in cui le persone hanno le conoscenze, le capacità,
il desiderio e l’opportunità di avere successo a livello personale
in un modo che porta al successo di tutta l’organizzazione.”
Questo vale per la tua coppia, la tua cerchia di amicizie, la tua Azienda.
Stephen R. Covey

BIBLIOGRAFIA

– Covey Dr. Stephen R., I sette pilastri del successo, Bompiani, 1993
– Morgan Ned, Il magico potere della montagna. Fra aria limpida, silenzio e paesaggi, Ediz. illustrata Copertina rigida – Illustrato, Rizzoli, 2020
– Da Polenza Agostino, Gambirasio Gianluca, La montagna: una scuola di management. La determinazione del singolo e della squadra sono le chiavi del successo sul K2 come in azienda, Franco Angeli, 2008
– Lumera Daniel, De Vivo Immaculata, Ecologia interiore, Mondadori, 2022
– Rosenberg Marshall, Le parole sono finestre (oppure muri) introduzione alla comunicazione non violenta, Esserci, 2017
– Dilts Robert B., Testa Giovanni, Leadership e visione creativa. Come creare un mondo al quale le persone desiderino appartenere, Guerini Next, 2016
– Siegel Ronald D., Qui e ora. Strategie quotidiane di mindfulness, Erickson, 2012
– Rowan Tiddy, Il piccolo libro della mindfulness: rallenta, respira, libera la mente, Tea, 2015
– Goleman Daniel, Leadership emotiva, BUR, 2013
– Goleman Daniel, Lavorare con intelligenza emotiva, BUR, 2000
– Browning Geil, Emergenetics: Tap into the New Science of Success, Harperbusiness, 2006

 

Anna Maria Bernard

Supporto persone e aziende nel benessere individuale e organizzativo attraverso creazione di percorsi consulenziali, di coaching e formativi su misura. Utilizzo i Metodi del Coaching Prossemico, di Emergenetics, di Mindfulness e di Intelligenza Emotiva per valorizzare e motivare singoli e gruppi. La mia mission è creare un’eco di consapevolezza e di benessere per Aziende e Persone.

E-mail: annamaria_bernard@yahoo.it

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Riferimenti

Riferimenti
1 Covery Dr. Stephen R., I sette pilastri del successo, Bompiani, 1993.

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